Vengo da una famiglia di accademici. Fin da piccolo ho potuto osservare pregi e difetti della vita di un professore, solitamente un’alternanza di passione per l’insegnamento e la ricerca, e di frustrazione per le solitamente squallide lotte di potere interne. A suo tempo ho scelto il Politecnico con la convinzione di trovare un ambiente che promuovesse la prima e fosse immune dalla seconda. Nonostante il fatto che sicuramente rifarei oggi la stessa scelta di allora, la realtà non si è sempre rivelata conforme alle mie aspettative. Come credo tutti, ho assistito negli anni sia a un declino della qualità della formazione che è richiesta alla laurea sia, nella carenza di risorse, a un conseguente inasprirsi dei conflitti interni, con un inevitabile impoverimento, per molti di noi, del “senso di appartenenza” al Politecnico.

Per queste ragioni ho reagito con entusiasmo alla candidatura di Juan Carlos. Non solo per le idee espresse nel manifesto, ma soprattutto perché so quanto queste idee siano supportate da una solida base di azioni concrete con cui intende realizzarle. Negli anni ho avuto il piacere di conversare diverse volte con Juan Carlos. Ogni volta, i suoi discorsi mi hanno regalato un senso di speranza. Speranza di aver appena parlato con una persona che aveva più a cuore il successo del Politecnico che non il proprio. La speranza che un giorno qualcuno avesse il coraggio di provare a far evolvere il Politecnico in un’università al passo con i tempi, anche capace di liberarsi di pericolosi retaggi e abitudini del passato.

Quello che più mi dà fiducia nel programma di Juan Carlos è che la sua idea di Università non è nata ieri. E’ evoluta e si è raffinata nelle sue idee nel corso di diversi anni, in cui ha avuto l’opportunità, in Italia e all’estero, di conoscere, valutare e scartare diversi scenari. Un programma che miri ad aiutare chi lavora nel Politecnico a ritrovare la passione e l’orgoglio di far parte di un’istituzione all’avanguardia nell’insegnamento e nella ricerca è per me un passo fondamentale per crescere molto più di quanto si sia fatto fino ad ora. Francamente penso che la sua visione attuale sia la più ‘rinfrescante’, e allo stesso tempo concreta, che sia stata proposta negli anni dai vari candidati alla carica di Rettore.

Alfredo Benso
Alfredo Benso

Professore ordinario di ingegneria informatica al Politecnico di Torino.